L’arte di Educare

VENERDI’ 09 NOVEMBRE e VENERDI’ 23 NOVEMBRE 2018 

dalle ore 18,00 alle 22,00,  

“Le abitudini di vita”

Le piccole azioni quotidiane, ripetute nel tempo, creano uno stile di vita. In questo “viaggio” il bambino impara ad essere autonomo e poggia le basi per le altre forme di apprendimento. L’abilità di insegnare senza costringere crea le condizioni migliori per conquistare la quotidianità.

Il percorso di studio “L’arte di educare” offre a genitori e insegnanti nuove conoscenze ed esperienze per elevare la qualità dell’educazione. L’approccio applicativo consente di comprendere le abilità e di sperimentarle in seguito nella propria vita quotidiana, conseguendo risultati inediti. Il corso propone lezioni di studio, esercizi di comunicazione, consulenza personale, momenti di condivisione e sviluppo di progetti. Ciascun partecipante ha l’opportunità di attivare processidi crescita, che portano nelle azioni educative un costante miglioramento. La ricerca “L’arte di educare” propone strumenti semplici ed efficaci per potenziare le doti personali e le abilità di relazione. E’ così possibile superare i problemi in modo costruttivo, ma anche conseguire obbiettivi di valore. Educare diviene così un percorso di sfide e di successi nel quale si cresce insieme.

Lessons

  1. Come perseguire un obbiettivo educativo, usando le nostre abilità di relazione e offrendo al contempo un'esperienza positiva dal punto di vista umano. Genitori e insegnanti possono scoprire come ottenere validi risultati - che i bambini imparino -nutrendo il piacere di stare bene insieme.
  2. Nell'educazione, proprio come in un viaggio, è indispensabile avere una meta. La meta a cui aspiriamo è un punto di riferimento importantissimo perché determina la direzione verso la quale procediamo. Quello che intimamente vogliamo raggiungere svolge un'ulteriore funzione: conferisce un significato al nostro impegno concreto. Avere una meta significa avere una ragione alla base del nostro comportamento. Alla luce di queste considerazioni la chiarezza dei propri obbiettivi si conferma decisiva per elevare la qualità del percorso formativo.
  3. Semplici parole di grande potere! Lo studio inedito sull’abilità di dire di sì e sull’abilità di dire di no fornisce strumenti pratici e immediati per imparare a concedere un permesso o stabilire un limite in modo sano e costruttivo. Queste abilità dell’educatore determinano il futuro rapporto del bambino con il seguire le indicazioni o il trasgredire le regole. Approfondire il sì e il no apre un nuovo orizzonte.
  4. Le piccole azioni quotidiane, ripetute nel tempo, creano uno stile di vita. In questo "viaggio" il bambino impara ad essere autonomo e poggia le basi per le altre forme di apprendimento. L'abilità di insegnare senza costringere crea le condizioni migliori per conquistare la quotidianità: uno straordinario equilibrio in movimento!
  5. Come sviluppare le doti umane per perfezionare sia il processo dell'apprendimento che i suoi risultati. Un'attenta ricerca esamina il modo in cui gli adulti insegnano e i bambini imparano, con una particolare attenzione al miglioramento e allo sviluppo delle abilità personali. Imparare è una delle esperienze più importanti perché determina direzioni e percorsi di vita.
  6. Bambini, ragazzi e giovani hanno bisogno di buone relazioni: per esprimersi, per imparare e per essere felici. La qualità dei rapporti umani è una priorità. Il volume illustra come insegnare le abilità di relazione alla pari delle altre materie di studio contribuendo così ad innovare la qualità dei percorsi educativi.
  7. Lo sviluppo della personalità nell'educazione di oggi avviene con l'alternarsi di azioni valide e di interventi scorretti; ne consegue che bambini, ragazzi e giovani manifestano sia ottime doti, sia lacune e comportamenti sbagliati. In questo scenario diventa sempre più importante chiarire quali azioni educative favoriscono un sano e completo sviluppo della personalità e quali sono controproducenti; soltanto una precisa distinzione permetterà in seguito di mantenere le prime ed estinguere le seconde.
  8. Guidare un bambino, un ragazzo, un giovane nel maturare la capacità di esprimere e conoscere se stesso rappresenta un fine educativo essenziale, una meta fondamentale che richiede le giuste conoscenze e una straordinaria cura. Noi stessi è la prima cosa che conosciamo nella vita eppure rappresenta anche una straordinaria vetta da conquistare. Proprio nell'espressione e nella conoscenza di se stessi l'educazione può attingere a nuove ispirazioni e idee per rendere il percorso formativo ancora più alto ed entusiasmante.
  9. Viviamo nell'era dello sviluppo e del progresso. Perché allora non portare ali' eccellenza le nostre doti personali quali la pazienza, la tolleranza, la creatività, la perseveranza, la volontà di insegnare, l'ottimismo e altre ancora? Come riscoprire in chiave nuova gli eterni valori che nobilitano l'agire umano? Un tema di grande utilità per gli educatori: come si sviluppa un'abilità personale. Un passo dopo l'altro, capacità che prima sembravano irraggiungibili appaiono come sfide da concretizzare nella vita quotidiana.
  10. Il progetto è uno strumento raffinato per centrare le mete educative. Avere un fine educativo significa sapere quale obiettivo vogliamo realizzare; attuare un progetto è la padronanza dell'indirizzare le esperienze sino al traguardo. È una forma intelligente e ordinata dei nostri più alti valori sommati alle diverse necessità di apprendimento. Invitano genitori e insegnanti a ideare e attuare progetti con creatività, scoprendo ogni giorno utili perfezionamenti, progetti in cui essere tenaci, persistenti e al contempo amorevoli; progetti nei quali insegnare ma anche imparare dai più piccoli.